Adriano Bon alias Hans Tuzzi si racconta
Sinceramente, 04.09.2012 -
A cura di Rossana Maspero
Adriano Bon, alias Hans Tuzzi si racconta Sinceramente
Adriano Bon alias Hans Tuzzi
"Non sono un apocalittico, e non sono un integrato".
Si definisce per sottrazione Hans Tuzzi (pseudonimo di Adriano Bon), e questa definizione ben si attaglia al suo ultimo e copioso romanzo Vanagloria pubblicato recentemente per Bollati Boringhieri.
Ci aveva abituato a romanzi al cui centro ci sono le indagini del commissario Melis, nella Milano degli anni ’80 offrendoci uno spaccato (alle volte impietoso) della società e della città. Al centro dei suoi libri architetti, giornalisti, restauratori.
Nel suo ultimo e compostissimo Vanagloria resta la città di Milano (qui chiamata con un certo e sottile disprezzo Paneropoli) ma siamo negli anni 2000; e resta il ceto intellettuale dei suoi molti personaggi, qui attorno alla cinquantina.
Un romanzo corale che va oltre e abbandona il genere noir.
Vanagloria È una commedia umana agra e cattiva con il presente e il recente passato, ma anche con il nostro futuro!
E nelle sue 450 pagine fa sì che non accada nulla e nel frattempo accada tutto!
È un fiume di parole e dialoghi tra i vari personaggi, alcuni dei quali si conoscono e si frequentano, altri si lambiscono, altri ancora invece non si incontrano. In comune hanno però il fatto di appartenerne ad un ceto medio intellettuale disilluso e in declino.
C’è ironia e malinconia, disillusione, il gioco del potere, sesso e carriera, ma un tema accomuna il dimenarsi dei suoi personaggi: la paura della morte (che per altro si affaccia anche nel libro) e il senso di non ritorno!
Con Vanagloria Hans Tuzzi ci racconta una società alla deriva, allo sbando, barbara, infetta, che tutti denunciamo a cui però - volenti o nolenti - tutti partecipiamo… e di cui approfittiamo, perché non ci siamo dati gli strumenti per arginare o espellere l’infezione.
Vangloria è un romanzo sull’inadeguatezza dell’uomo moderno.
Sinceramente, 04.09.2012 -
A cura di Rossana Maspero