Quanto può essere inquinata l’aria che respiriamo all'interno delle nostre case?
09.02.2012
all'interno delle nostre case? - con C. Valsangiacomo e A. Tomada
(foto TiPress)
Che aria respiriamo quando siamo all’interno di edifici, case e luoghi di lavoro? Nella maggior parte dei casi, si trascorre oltre l’80 % del proprio tempo in ambienti chiusi, quali abitazioni private, uffici, scuole e altri spazi pubblici e privati. Tuttavia, non sempre si è consapevoli della potenziale presenza di sostanze inquinanti nell’aria, chiamati anche “inquinanti indoor”, e delle conseguenze negative per la salute che variano in funzione delle sostanze presenti nell’aria, della loro concentrazione e della durata di esposizione. Rispetto all’aria esterna, monitorata costantemente dalle centrali di misurazione sparse sul territorio cantonale, la qualità dell’aria all’interno degli edifici è infatti più difficile da controllare e risulta quindi meno evidente capire se si è in presenza di sostanze inquinanti che possono provocare danni alla nostra salute. Quali e quante sono le fonti principali degli inquinanti indoor? L’aria negli edifici può contenere delle sostanze inquinanti, talvolta inodori e incolori, i cui effetti sulla salute possono manifestarsi sia a distanza di poco tempo sia in un arco cronologico di diversi anni. Queste sostanze possono essere chimiche e/o biologiche e provengono da due fonti principali: da una parte, i materiali di costruzione e il mobilio e, dall’altra, le attività che si svolgono quotidianamente, come, ad esempio, la pulizia dei bagni, i lavori di bricolage, il fumo da tabacco, l’uso di bastoncini d’incenso, ecc. Le persone possono pertanto essere esposte a più inquinanti contemporaneamente. Inoltre la temperatura interna troppo calda e dei tassi di umidità elevati possono aumentare la proliferazione e la diffusione di microorganismi, come ad esempio le muffe e gli acari. Poi, tra i problemi emersi e valutati negli ultimi anni in Ticino, vi è in particolare quello della presenza di gas radon nelle abitazioni; a questo proposito vi sono delle misure di risanamento da adottare in caso di superamento dei valori limite stabiliti dalle ordinanze federali. In questi casi come si può sapere se in un ambiente c’è del gas radon? A chi ci si deve rivolgere, chi misura i valori di radon e come si effettuano questi controlli? Queste esposizioni alle sostante nocive e agli “inquinanti indoor” quali conseguenze hanno sulla nostra salute? Per una buona e salutare qualità dell’aria all’interno dei locali delle nostre abitazioni cosa consigliano gli esperti? A queste e ad altre domande risponderanno il dottor Claudio Valsangiacomo e Angelo Tomada, coordinatore del Gruppo Operativo Salute e Ambiente del DSS
09.02.2012