domenica, 29 maggio 2011 ore 10:00 (UTC+1)

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La presenza e l'uso del dialetto al computer: come si scrive in Rete nella Svizzera italiana?

In sintesi

  • La Domenica popolare
  • domenica 29 maggio
  • ore 10:00

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di Antonio Bolzani

Come valutare la presenza e l'uso del dialetto al computer? Cosa e come si scrive “in Rete” nella Svizzera italiana? Matteo Casoni illustrerà un recente studio dell’Osservatorio linguistico.

Nella Domenica popolare ci soffermeremo sull’uso dell’italiano e del dialetto al computer ed in particolare sulla comunicazione nei blog e nei guestbook della Svizzera italiana. Lo sviluppo tecnologico del computer e di internet ha portato in effetti, negli ultimi anni, al diffondersi di quella che viene comunemente chiamata comunicazione mediata dal computer (CMC). La posta elettronica, i blog, le chatline, o più recentemente facebook, hanno favorito lo sviluppo di nuove reti sociali, di innovative modalità di interazione e di conseguenza anche di modi diversi di usare la lingua. Matteo Casoni, ricercatore presso l’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana e autore di un volume sul tema (“Italiano e dialetto al computer. Aspetti della comunicazione in blog e guestbook della Svizzera italiana”), ha studiato e considerato alcuni aspetti della comunicazione in blog e guestbook della Svizzera italiana, osservando, per esempio, quanto sono presenti e usate le lingue diverse dall'italiano, quale è la funzione dell'uso misto delle lingue, e in particolare dell’ italiano e del dialetto, in queste nuove forme comunicative digitali. Matteo Casoni ci offrirà la sua valutazione sulla presenza e sull'uso del dialetto al computer. In primo luogo va considerato che l'uso misto di italiano e dialetto è una prassi normale per i parlanti che posseggono entrambe le lingue nel loro repertorio. Oggi, nella Svizzera italiana, il rapporto tra italiano e dialetto può senz'altro definirsi pacifico. La contrapposizione tra le due lingue si è molto attenuata. L'uso del dialetto non va a svantaggio dell'italiano, ma anzi, risulta vantaggioso in termini di potenziale comunicativo. Il dialetto oggi è socialmente accettato, ed è significativo il fatto che vi si ricorra addirittura scrivendolo al computer, e ciò nonostante le difficoltà oggettive nel rendere per iscritto una lingua che ha, di fatto, solo una tradizione orale (se escludiamo l'ambito letterario). Questo non significa che si possa davvero parlare di una rivitalizzazione del dialetto, perché statisticamente i parlanti (o i 'digitanti') dialettofoni sono comunque una minoranza, e il dialetto è usato in ambiti specifici (il contesto famigliare e amicale e il registro informale). Ciò non toglie che il dialetto svolga oggi nuove funzioni all'interno del repertorio, soprattutto come elemento di variazione in chiave espressiva.

Gualtiero Gualtieri ci narrerà, invece, le espressioni dialettali del passato: questa volta spazio alla mano e alle mani che sono entrate, nel tempo, in un lessico ricco di innumerevoli modi di dire ed efficaci metafore.

Con Mare Dignola ripercorreremo poi le tappe della storia dell’avvento dell’italiano, al posto del latino, nella liturgia della messa cattolica: scopriremo, dunque, quando fu celebrata nel secolo scorso la prima Santa Messa in lingua italiana in Ticino.

Il personaggio illustre di cui il professor Tiziano Tommasini racconterà la vita, le esperienze e le opere sarà Giuseppe Natale Bonenzi, un uomo del popolo, un contadino della Valle Maggia, vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento in un Ticino ancora rurale e agricolo.

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La Domenica popolare, 29.05.2011 -

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