martedì, 07 settembre 2010 ore 11:05 (UTC+1)

Diritti popolari in Svizzera e norme internazionali

Sempre conciliabili?

In sintesi

  • Millevoci
  • martedì 7 settembre
  • 11:05

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di Nicola Colotti

Il recente lancio di un’iniziativa popolare federale - per ora ritirata - per l’introduzione della pena di morte in Svizzera nei casi di omicidi a sfondo sessuale ha riaperto un dibattito morale e giuridico-costituzionale. Da una parte i sostenitori di un inasprimento delle pene per i delitti efferati; dall’altra coloro che, invocando lo Stato di Diritto, rifiutano la logica della “vendetta” e ricordano il rischio concreto di giustiziare un innocente. Sullo sfondo la questione dei Diritti umani che la Svizzera si è impegnata a promuovere e che implicano il ripudio della pena capitale, ma non solo. Più in generale vi è anche una serie di princìpi con i quali la Costituzione federale potrebbe entrare in conflitto se venissero introdotte norme contrarie agli accordi internazionali già sottoscritti.
È dunque lecito chiedersi fino a che punto si possano proporre iniziative che una volta approvate dai cittadini risultino difficilmente applicabili sul piano del diritto interno o addirittura in contrasto con i principi dei Diritti umani, creando più problemi di quanti ne risolvano. Un dibattito che tocca i pilastri dei diritti popolari in Svizzera, patria della democrazia semi-diretta.

Ospiti: Guido Corti, consulente giuridico del Consiglio di Stato del Canton Ticino; Giorgio Malinverni giudice della Corte europea dei Diritti umani a Strasburgo e Pierre Rusconi, presidente dell’UDC Ticino.

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Diritti mortali

Millevoci, 07.09.2010 - A cura di Nicola Colotti

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