Ticino, sempre più terra di frontalieri
16.03.2012
di frontalieri
Sono quasi 54 mila e il loro numero, nonché il loro impatto, continuano a far discutere: per essere più precisi la quota di lavoratori frontalieri registrati in Ticino nel 4° trimestre del 2011 è di 53 mila 936. Praticamente un salariato su quattro arriva quotidianamente da oltre confine. L'aumento registrato è del 4,9% rispetto al trimestre precedente, mentre è stato dell'11,7% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Sono oramai anni che i record, di mese in mese, vengono abbattuti. In Svizzera le statistiche si aggirano attorno ai 260 mila frontalieri di nazionalità straniera attivi nei vari settori lavorativi. L'aumento, a livello federale, è dell'11,5% rispetto al trimestre precedente. Spicca in particolare la sempre più massiccia presenza di frontalieri nel terziario: in pratica oltre la metà è impiegata nei servizi che hanno superato l’industria e l’edilizia. I dati sono chiari: nell'arco di cinque anni, in Svizzera il numero di frontalieri è cresciuto di un terzo. Proprio partendo da queste cifre e dal fatto che in Ticino un quarto della manodopera è composta di frontalieri, si soffermerà –con il contributo e le riflessioni di diversi interlocutori- sulla reale necessità per il nostro mondo economico di ingaggiare questi lavoratori da oltre frontiera e sulle conseguenze sociali, politiche ed occupazionali per il Ticino e per la manodopera professionale indigena che è minacciata da questo boom di frontalieri.
Ospiti:
Michele Foletti, gran consigliere della Lega dei ticinesi e capo gruppo del suo movimento in GC
Stefano Modenini, direttore dell’AITI
Luca Albertoni, direttore della CCIA
Meinrado Robbiani, segretario cantonale dell'OCST
Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell'economia
16.03.2012