Il futuro di Internet tra (in)coscienza e omologazione
09.01.2013
Con Paolo Attivissimo, Alessandro Longo e Michele De Lorenzi
(foto iStockPhoto)
Forse soltanto una provocazione tra il romanzesco e il fantascientifico, ma secondo alcuni studiosi di sistemi tecnologici di comunicazione, in un futuro non troppo lontano, internet potrebbe sviluppare una “coscienza” di sé. Sviluppare cioè una forma di esistenza (vita?) autonoma. Anzi, la complessità della rete dei miliardi di computer connessi nel mondo supera già quella della normale rete neuronale di un cervello umano. Ma prima che Internet prenda vita (o si prenda le nostre vite, nel peggiore degli scenari possibili) forse è più saggio che a prendere coscienza e conoscenza di sé, siano gli esseri umani che entrano in collegamento permanente tra loro, sempre più come individui connessi con la rete. Convinti di essere liberi di agire nella globalità della rete internet, perdiamo la reale conoscenza del mezzo che stiamo usando. Della sua potenziale fragilità (cosa faremmo se ci fosse un blackout globale?) e delle sue sempre più estese “manipolazioni”. Se in futuro internet sarà il nostro grande “cervello” collettivo globale, prima di temere che si rivolti contro di noi, sarebbe più utile impedire che venga controllato da pochi.
con Paolo Attivissimo, Alessandro Longo, esperti di nuove tecnologie della comunicazione e di internet e Michele De Lorenzi, direttore associato del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico di Lugano
09.01.2013