Altri avevano in camera le fonovaligie, miracolo di impianti parallelepipedi che consentivano di ascoltare il disco, 45 o 33 giri, da un altoparlante fissato al coperchio. Uno stereo vero e proprio era molto difficikle da vedere, e chi l'aveva non lasciava avvicinare nessuno. I mezzi, quindi, non importavano molto, contava la qualità di quello che si sentiva. Che adesso possiamo riascoltare in CD, in mp3, stereofonico o quadrifonico, insomma, da coccolati.
Il mezzo per eccellenza, nel '68, era allora la radio, e quando la radio di casa non diffondeva il verbo rock, c'erano trasmissioni musicali, spesso notturne, che arrivavano da posti lontani, da navi al largo della costa inglese, e via romanticando.
Quest'anno, e a 40 anni di distanza, ascoltiamo sempre alla radio quelle perle, in Classic Rock.