giovedì 2 settembre 2010

La via del ferro : "dal contado de Berinzona alla pieve de Porletia"

Trasmissione del 11 luglio 2007   Ascolta

Itinerario
Proposto da Silvano Codiroli, pres. Regione Vallemorobbia

Bellinzona - Carena - Alpe di Giumello - Cima Verta - Alpe Stabiello - Vegna - San Nazzaro - Ponte Dovia - Carlazzo - Porlezza

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Descrizione del percorso

La Valle Morobbia, situata a nord-est di Bellinzona, si presta particolarmente per escursioni relativamente brevi, della durata di un'intera giornata. Con i suoi 90 km. di sentieri si possono raggiungere le vette circostanti come il Camoghè, il San Jorio e da lì scendere in Italia attraverso la Valle d'Albano o di Dongo per raggiungere il Lago di Como, oppure, attraverso il Gesero raggiungere Arbedo o Roveredo nel Cantone dei Grigioni. Tuttavia il percorso escursionistico che caratterizza la Valle Morobbia è quello della “Via del ferro”. Si snoda da Giubiasco, percorrendo gli 11 km. di strada cantonale per giungere a Carena, ultimo villaggio. Da Carena si segue per 2 km. circa la strada forestale, sbarrata a quel punto per impedire l'accesso ai mezzi motorizzati. V'è tuttavia la possibilità di parcheggiare nell'area circostante. Nel fondovalle, sulla sponda sinistra, sono ben visibili e si possono visitare, i ruderi del Maglio e dell'antica fonderia risalenti al l463, testimonianza di un'attività che diede poi il nome a questa via. Più a monte, nascoste dalla vegetazione si trovano due cunicoli dai quali si estraeva il minerale ferroso. Sono in fase di consolidamento e messa in sicurezza e saranno aperti al pubblico entro l'autunno. Si prosegue per altri 2 km. circa e si raggiunge la carbonaia dimostrativa dalla quale inizia il sentiero che, attraverso la “Costa del Laton”, in circa un'ora e un quarto di cammino, porta all'Alpe di Giumello, di proprietà dello Stato, nel quale si producono all'incirca 1000 forme di apprezzato formaggio. Il sentiero si snoda fino al “Piano delle pecore”; un terrazzo dal quale lo sguardo abbraccia tutta la vallata, il Piano di Magadino, il Locarnese e si spinge più oltre fino al Monte Rosa. Tutto intorno, a far da corona, vi sono le cime delle montagne che, con il verde intenso dei boschi, conferiscono alla zona pace e tranquillità. Lo spettacolo più affascinante lo si ha in autunno quando il bosco si veste di mille colori e il bramito dei cervi riecheggia lungo i pendii.
Ci si inoltra quindi sulla strada costruita del Generale Cadorna nella prima Guerra mondiale, che sale comodamente fino alla Cima Verta o Motto della Tappa (il punto più alto del percorso a m. 2078 S/M) e sconfina nella Valle Cavargna. Lungo il cammino si incontrano: l'Alpe di Stabiello, i Monti di Pianca, e Cavargna, primo agglomerato abitato della valle, dove è possibile pernottare e visitare un piccolo ma ben allestito museo della civiltà contadina. Il giorno seguente si può proseguire fino a San Nazzaro , località nella quale vi sono i resti di un'attività mineraria risalente pure al 1400 circa , proseguire lungo il corso del Cuccio, incassato nel fondovalle e talvolta precluso alla vista, che ha creato delle gole e messo a nudo la conformazione delle rocce. Sulla sponda sinistra, ad occupare gli spazi meno ripidi vi sono i villaggi di San Bartolomeo, Cusino, Carlazzo, San Pietro Sovera e, sulla riva del lago, Porlezza. Da quest'ultima località, con la corriera o meglio ancora utilizzando i battelli che fanno servizio sul Ceresio, si raggiunge Lugano.

Varianti
Diverse varianti sono inoltre possibili tanto in Val Morobbia quanto in Val Cavargna. I pannelli didattici dislocati lungo il percorso guidano l'escursionista alla scoperta dell'industria del ferro.

Punti interessanti
La Via del Ferro offre la possibilità agli escursionisti di ripercorrere le strade utilizzate dai trasportatori per portare il ferro estratto e lavorato a Carena verso il Lario. Lungo il percorso (che si snoda da Carena all'Alpe di Giumello, per proseguire fino al Motto della Tappa e poi scendere in Italia, verso la Val Cavargna, con i suoi villaggi di Cavargna, San Bartolomeo, San Nazzaro, Cusino, Carlazzo e San Pietro Sovera, fino a Porlezza, sulle sponde del Ceresio) possono essere osservate ancora oggi numerose testimonianze dell'importante attività siderurgica che si sviluppò nel passato tanto in Morobbia quanto in Cavargna: vestigia di insediamenti, carbonaie, stazioni di posta, zone di estrazione (cave, miniere) e di lavorazione (altiforni, fucine, magli ad acqua).
Il percorso permette di ammirare una flora eterogenea e così pure una fauna costituita in gran parte da camosci, cervi, marmotte, oltre a fagiani e altre specie di volatili.

Periodo suggerito
Tarda primavera - autunno : in quota la presenza di neve può rendere difficoltoso il transito.

Scheda tecnica
Il percorso è lungo in totale 28 km e l'escursione deve forzatamente essere suddivisa almeno in due tappe.
Il sentiero è classificato come EE (escursionisti esperti). Alcuni tratti possono creare difficoltà a persone che soffrono di vertigini. In territorio svizzero il sentiero attraversa una piazza di tiro militare. E' opportuno informarsi se e quando sono previsti esercizi di tiro. In territorio italiano, il tratto da Forni Vecchi a Sora passa attraverso una zona soggetta a smottamenti. E' opportuno informarsi con anticipo sulle condizioni del sentiero.
L'itinerario è molto ben descritto dalla cartina No. 3 “Strade di pietra”, reperibile presso l'Ente turistico di Bellinzona e dintorni (tel. 091 / 825.21.31). Oltre al tracciato l'escursionista trova interessanti informazioni sulle caratteristiche del paesaggio, sulla storia e sull'estrazione del ferro.


Cartografia
Strade di Pietra, cartina turistico-escursionistica, numero 3
CNS, foglio 1314 (Passo S. Jorio) e foglio 1334 (Porlezza)

Pernottamento
Le due valli offrono diverse possibilità. Il prospetto “Via del Ferro” riporta tutte le indicazioni utili.

Trasporti pubblici
Il servizio di linea in Svizzera è assicurato dall'Autopostale Ticino e Moesano (ATM, tel. ++41 91 807 67 75) ed in Italia dalla Società Pubblici Trasporti di Como (SPT, tel. ++39 31 247111)

Per informazioni
Gli enti promotori hanno realizzato un prospetto sulla Via del Ferro. Maggiori informazioni possono essere ottenute rivolgendosi alla Regione Valle Morobbia (tel. ++41 91 785 21 10) e/o alla Comunità Montana Alpi Lepontine (tel. ++39 0344 62 427


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Silvano Codiroli - 16 luglio 2007
La via del ferro : "dal contado de Berinzona alla pieve de Porletia"

Rilevo che il titolo debba essere modificato in
"dal contado di Bellinzona alla pieve di Porlezza".

Cordiali saluti Commento della redazione: “Le denominazioni "di una volta" hanno il loro fascino e il loro valore culturale. Se comprensibili, possiamo mantenerle”. Questo, in estrema sintesi, quanto ha risposto Franco Ruinelli, direttore di Bellinzona turismo, nel corso dell'emissione dell’8 agosto 2007.